Due chiacchiere con Maria

Una sera di fine aprile, in cappellina c’è un pacco misterioso. Apertolo con viva curiosità, vi troviamo: immagini della Vergine dei Poveri, bottigliette d’acqua, riviste e una scatola sigillata. Cosa ci sarà? Luisa è certa: candele! Se ne consumano moltissime nella nostra cappellina, quindi sono sempre gradite. Invece, tra grandi esclamazioni di meraviglia, dalla scatola esce la bianca statuetta della Vergine. Adesso tutto è chiaro: volevamo fare una peregrinatio mariana, durante il mese di Maggio, e la statuetta passerà di stanza in stanza. “È bellissima!”, è il commento generale. 

La prima sera, visibile è l’emozione sul volto di Chiara quando prende la statuetta tra le mani, per portarla nella stanza che condivide con Rosa. E visibile è la nostra emozione quando scopriamo l’altarino preparato con un lenzuolo blu notte cosparso di stelle; e la federa, disposta ad arte, è la luna! Le ragazze non hanno molte cose a loro disposizione, ma supplisce l’ingegno. Nella stanza di Genie, messicana, si prega: “Dios te salve Maria…”. Sarà contenta la Vergine “di tutte le nazioni”! Con gioia Genie scopre di essere Orantes in via, senza saperlo! “Io prego sempre per strada, per timore di arrivare a sera e di non avere trovato il tempo per pregare! Non voglio che, il giorno del Gran Final, Dio aprendo il suo Libro debba dirmi: ”Mi dispiace, non ti conosco, non ho trovato il tempo per scrivere il tuo nome”.

Luisa appoggia con amore la statua bianca sul bianco asciugamano di lino ricamato dalla nonna e definisce poi una “VERA GIOIA, INESTIMABILE” il passaggio di Maria nella sua stanza. Da Maria Chiara è Natale! Tra nuvole di garza rosa e celesti risplendono infatti le piccole luci bianche dell’albero natalizio. Maria Chiara ci congeda dicendo: “Adesso, io e Lei, faremo due chiacchiere”. Sì, le ragazze confidano a Maria gioie e dolori di un’età che solo apparentemente è facile e spensierata, a Lei chiedono di benedire il loro studio, il loro desiderio di amare e di essere amate, a Lei affidano i timori per il futuro. “Due chiacchiere con Gesù sistemano tutto, tutto”, dice un canto spiritual. Lo stesso si può dire di due belle chiacchiere con la Santa Vergine!

Per alcune, l’arrivo della Madonnina è stata l’occasione per fare un po’ d’ordine in stanza… e forse un richiamo a un ordine e a una pulizia interiori. Per questo, sul mio altarino, ho voluto scrivere le parole del Cantico: “Tutta bella sei tu amica mia, in te nessuna macchia” (Cf. Ct. 4, 7). Non manca l’omaggio di Giona, il pesciolino che le ragazze mi regalarono l’anno scorso, al termine della lectio sul profeta. Sulla sua vaschetta, Giona ha issato una bandierina con la scritta “W Maria!”. Non dice forse la Scrittura: ”Quanto si muove nell’acqua, benedica il Signore”? (Cfr.  Dan 3, 79).

In stanza di Antonia e Genny, dove dominano i colori solari, la Santa Vergine, vera mamma, giunge con un bigliettino tra le mani, su cui è scritto “T.V.B. con un amore eterno, dice Dio” (cfr. Ger 31,3). Una presenza materna sperimentano anche Alice e Antonella: “Per noi che siamo lontane da casa, la visita umile e silenziosa di Maria è stata importante: ci è sembrato davvero di avere una mamma nella nostra stanza. Se resterà qualche giorno libero, saremmo contente di fare il bis!”!”. E sarà contenta anche la Santa Vergine!

Suor Paola ha preparato per Maria un soffice tappeto verde, disseminato di fiori di carta. Con gioia scopriamo che i fiori che fanno corona alla Santa Vergine siamo tutte noi! Su di essi, infatti, sono scritti i nostri nomi: “Come fiori, figli santi, spargete profumo e intonate un canto di lode” (cfr. Sir 39, 13-14). Madre Letizia definisce “una benedizione” la visita di Maria nella cappellina azzurra del provincialato, simile a un piccolo angolo di cielo. Le suore promettono di pregare secondo le intenzioni, i desideri, i sogni di tutte noi. A loro affidiamo dunque tutto ciò che più ci sta a cuore.   

Per ospitare Maria, Mimma attende il giorno dopo l’esame, per avere tempo per stare con Lei: “A casa mia, quando arriva la Madonna, non la si può lasciare sola! È una tradizione iniziata da mia nonna. Noi abbiamo un negozio e facciamo i turni affinché qualcuno sia sempre presente in casa e reciti il rosario”.  Che lezione… grazie nonna!

Rita e Valentina hanno preparato un altarino su cui campeggiano freschi gigli rosa. La Santa Vergine giunge con un bigliettino d’auguri per Rita perché è il suo onomastico. Dopo la preghiera, sotto lo sguardo materno di Maria, consumiamo un piccolo rinfresco in onore della festeggiata. Poi la bianca statuetta scende al secondo piano per visitare la Comunità delle suore che le fanno corona sorridenti nella loro sala comune dove non la lasceranno mai sola: per tutta la giornata le suore si alterneranno nella recita del rosario. Infine, di nuovo su al pensionato, in stanza di Marica che ha preparato un artistico altarino rosso e bianco, con tante piccole luci scintillanti. Ma più di tutto, scintillano gli occhi di Marica quando ci dice di avere sentito la “presenza di una mamma” nella sua stanza.

La chiusura del mese di Maggio l’abbiamo fatta in giardino con una suggestiva processione durante la quale abbiamo ripercorso in nove tappe i momenti più significativi della vita di Maria, dall’Annunciazione, all’Assunzione. E ogni tappa aveva il suo altarino illuminato. La nota di originalità è stato il “buffet tutto bianco” allestito sulla terrazza: focaccia bianca con bianca mozzarella e poi: crostata bianca e cioccolato bianco, bianchi dolcetti ricoperti di cocco e paste spolverizzate di zucchero al velo… il tutto condito da quella gioia semplice  e vera che è un dono del Cielo.   

                                                                        lauretta*

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