Capitoli 6,7,8 – 9,10,11
COMMENTO AI CAPITOLI 9 – 10 – 11
* 9,11 ecco mi passa vicino e non lo vedo. Gesù un giorno pianse su Gerusalemme e disse: “Non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata!” (Lc19, 44). Negli avvenimenti della nostra giornata, le persone che incontriamo, gli spettacoli della natura, sappiamo sempre riconoscere le visite di Dio?
* 9, 16 non crederei che voglia ascoltare la mia voce. Giobbe non sa che Dio risponderà all’uomo, e non solo a parole! Lo stesso Verbo, la Parola Dio si farà risposta, una risposta di carne!
* 9, 33 un arbitro che ponga la mano su di noi. L’arbitro, stendendo la mano sui due litiganti li prendeva sotto la sua giurisdizione. Le mani stese dell’arbitro, non ricordano forse le mani di Gesù stese sulla croce? Quello che Giobbe invocava, cioè che ci fosse un arbitro, un mediatore tra lui e Dio, Gesù l’ha realizzato! Egli è “il mediatore tra Dio e gli uomini” (1 Tm 2,5); “Colui che intercede presso Dio in loro favore” (Eb 7,25); “il nostro avvocato presso il Padre” (1 Gv 2,1). Gesù è davvero un arbitro imparziale perché, essendo Dio e uomo, sa far sue entrambe le cause!
* 10,8 le tue mani mi hanno fatto e plasmato. “La mano di Dio tocca, ritocca e possiede la sua opera allo stesso modo di un organista, di un amante e di un costruttore. (P. Claudel).
* 10,10 m’hai fatto accagliare come cacio. La scienza medica del tempo riteneva che il feto fosse frutto della coagulazione del sangue materno sotto l’influsso del seme maschile. Il sangue si accagliava, ne più ne meno che il formaggio.
* 11, 2 la sapienza morirà con voi. Anche nel dolore, Giobbe non manca di ironia!
* 11, 13-19 Bellissimi questi versetti se Zofar, anziché proclamarli in tono di rimprovero contro Giobbe, li dicesse in tono di esortazione, prima di tutto rivolto a sé stesso. Noi li rileggiamo mettendo il nostro nome dopo il “tu” (Ora se tu…).
* 11, 18 ti terrai sicuro per ciò che ti attende…. esami compresi!
* PER LA PREGHIERA *
* Riconosciamo le tante occasioni che il Signore ci dà, lungo la giornata, per incontrarlo:
- In questo collegio, Signore, io ti ho incontrato (Bettina e Rosaria)
- Amando le persone, Signore, io ti ho incontrato (Maria Chiara)
- In ogni risveglio, Signore, io ti ho incontrato (Elisabetta)
- Continua tu…
* Recitiamo le Litanie delle Mani di Gesù. A ogni invocazione si risponde: Plasmatemi!
Mani di Gesù formate nel grembo della Vergine Maria
Mani di Gesù che vi siete congiunte per pregare
Mani di Gesù che avete stretto tante mani
Mani di Gesù che avete guarito tanti malati
Mani di Gesù che avete accarezzato i bambini
Mani di Gesù che avete benedetto i pani e i pesci per moltiplicarli
Mani di Gesù che avete afferrato Pietro che s’inabissava nei flutti
Mani di Gesù che vi siete asciugate le lacrime davanti alla tomba di Lazzaro
Mani di Gesù che avete lavato i piedi degli apostoli nel Cenacolo
Mani di Gesù che avete benedetto il pane e il calice nell’Ultima Cena
Mani di Gesù che siete state inchiodate sul legno della croce
Mani di Gesù che siete per sempre risorte
Mani di Gesù che abbracciate l’universo intero
Mani di Gesù che abbracciate ognuno di noi
CAPITOLI 6 – 7 – 8
Giobbe non risponde con una logica ferrea come quella di Elifaz, ma con tutta la forza del suo dolore ed esordisce dicendo: se ben si pesasse il mio cruccio. Allora si soppeserebbero le parole! Per fortuna c’è Uno che sa pesare tutto il dolore umano, che tiene conto di tutto il dolore umano: “Le mie lacrime nell’otre tuo raccogli. Non sono forse tutte scritte nel tuo libro?” (Sal 55, 9).
* 7, 17 che è questo uomo che tu ne fai tanto conto? Che cosa è l’uomo? “Polvere del suolo” (Gen 2,7); “Terra e cenere” (Sir 10,9). La Chiesa ce lo ricorda ogni anno il Mercoledì delle Ceneri: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”. Ciascuno di noi è solo un granellino di polvere, ma questa polvere è amata da Dio! Dio dice alla polvere: “Polvere, io ti amo di amore eterno!” (Ger 31, 3). “Polvere, io ti ho chiamato per nome, tu mi appartieni Tu sei preziosa ai miei occhi. Non temere! Se dovrai attraversare le acque sarò con te, i fiumi non ti sommergeranno; se dovrai passare in mezzo al fuoco, la fiamma non ti potrà bruciare”. (Is 43, 1- 4). Ogni giorno, Dio si china sulla polvere, porge l’orecchio alla preghiera della polvere, solleva la polvere alla sua guancia (Os 11, 4). Considerando che il suo granellino di polvere è fragile, mentre il mondo e il Principe di questo mondo sono forti, Dio chiama i suoi angeli e dice loro: “Presto, andate giù, coprite il mio granello di polvere, proteggetelo con le vostre ali! Custoditelo perché non inciampi nella pietra il suo piede” (Sal 91, 12). Ma Dio non si è limitato a mandare i suoi angeli. È venuto Egli stesso sulla terra, ha voluto farsi Lui stesso un granello di polvere! San Paolo dice che “annientò se stesso”: annientò, cioè si ridusse a niente, a un granello di polvere. Colui che, come dice Salomone, ” i cieli e i cieli dei cieli non possono contenere” (1 Re 8, 27) si è fatto così piccolo, così umile da essere contenuto in un granello di polvere! Gesù ha condiviso la vita di questa polvere che è l’uomo, ha conosciuto le gioie e le lacrime di questa polvere, ha guarito questa polvere, ha donato la sua Parola, il suo Corpo e il suo Sangue a questa polvere. E infine (estrema pazzia dell’amore folle di un Dio per la sua creatura) è morto per essa. Gesù sulla croce è morto per un po’ di polvere! È morto perché la polvere potesse risorgere. Ha promesso alla polvere: “Io ti porterò in Cielo con me, ti farò sedere accanto a me e tu, polvere, un giorno sarai come me. Io ti amato e ti amerò di un amore eterno, per questo voglio farti felice, in eterno!”
* 7, 20 che cosa ti ho fatto? Quante volte ho sentito questa terribile domanda sulle labbra dei genitori dei bambini ammalati! Finché si vive la malattia come la conseguenza di una colpa commessa, si resta nella disperazione e davanti a un tremendo perché, senza risposta. Per convincerci che malattia non è uguale a colpa, pensiamo ai santi. A S. Francesco, per esempio, malato da capo a piedi. A dire il vero, una volta, di fronte a una mamma che si scagliava contro Dio perché si sentiva ingiustamente punita da lui, provai a parlarle dei santi, proprio per aiutarla a scrollarsi di dosso questo terribile sentimento di castigo, ma mi rispose: “Oh, i santi! Quelli più soffrivano e più erano contenti! Ma io non voglio soffrire!”. E così capii che il mio tentativo di consolarla era maldestro e inopportuno e rimasi più di un’ora ad ascoltare in silenzio il suo sfogo.
* 8,1 Prende la parola Bildad. Gli amici di Giobbe (… ma dobbiamo ancora chiamarli così?) non si impietosiscono e vanno avanti per la loro strada che è quella dell’accusa. Del tipo: dio non rigetta l’uomo integro (8,20). Giobbe appare rigettato da Dio, dunque non è integro! Parole scagliate come sassi. “Scagliano come frecce parole amare per colpire l’innocente” (Sal 64, 4).
PER LA PREGHIERA
* Recitiamo il salmo 8 che parla della cura che Dio ha per l’uomo:
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra:
sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.
Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi;
tutti i greggi e gli armenti, tutte le bestie della campagna;
Gli uccelli del cielo e i pesci del mare, che percorrono le vie del mare.
O Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra.
* Preghiamo:
O Signore, nostro Dio, di quante attenzioni ci circondi! (Rosaria)
O Signore, nostro Dio, quanto è grande la tua pazienza con noi! (Marianna)
O Signore, nostro Dio, quanto è folle il tuo amore per noi! (sr. Paola)
O Signore, nostro Dio, che cosa ti daremo in cambio di tanto amore? (lauretta)
Continua tu…
nadiadea detto,
14 Febbraio 2009 a 13:34
O Signore, nostro Dio, quanto sono debole e fragile di fronte al tuo immenso amore per me. (Nadia)
srpaolaosu detto,
14 Febbraio 2009 a 16:14
Lo siamo davvero, ma è altrettanto veroche il Suo Amore è immenso!